Esercizio/1 [punteggiatura]

Ecco un utile esercizio sulla punteggiatura.

Qui di seguito tre incipit di tre pregevoli Autori italiani volutamente trascritti senza punteggiatura alcuna, neppure del punto di fine periodo.

  • Il cancello cigolò e Rita riconobbe con sollievo il passo scalzo della vecchia troppe ore aveva passato nella casa vuota troppe ore di solitudine aspettava con gli occhi alla porta aperta sul cortile ma la vecchia non appariva nel vano cercava qualcosa sotto il portico del forno frugava tra la legna tra la carta straccia accumulata per accedere il fuoco [I passeri di Giuseppe Dessì]
  • Ada era venuta a grande distanza dagli altri il fratello maggiore s’era sposato quando lei era bambina si sposò anche il secondo in casa rimasero sole le ragazze [Storia di Ada di Carlo Cassola]
  • Intrigante subdolo fedifrago vile ecco come mantieni le promesse ecco come sta ai patti dormo faccio una quantità di sogni indifferenti che ora non ricordo e alla fine sogno di essere in uno studio cinematografico grandissimo immerso nella penombra [Io e Lui di Alberto Moravia].

Trascrivili su un foglio e cerca di inserire la punteggiatura innanzitutto come pensi l’abbia messa l’Autore e poi come la metteresti tu. Quindi confronta il tuo lavoro con gli originali che per tua comodità riporto qui sotto.

Sarai così in grado di poter capire le differenze tra la tua punteggiatura e quella scelta dall’Autore.

Interrogati perché l’Autore ha usato quel dato segno interpuntivo anziché un altro e se sia meglio dal punto di vista stilistico, previa acquisita consapevolezza del valore e delle regole di impiego dei diversi segni di punteggiatura, operare scelte diverse, quale per esempio quella da te proposta.

Puoi seguitare a fare anche altri esercizi similari scrivendo su un foglio alcuni incipit (almeno tre) di libri che hai in casa (o che puoi reperire sul web), trascrivendoli sempre senza la punteggiatura.

Se pensi di non ricordarti quali scelte ha fatto l’Autore inizia subito a inserire la punteggiatura secondo i criteri cui sopra ho fatto riferimento oppure aspetta uno o due giorni, quando sarai certo di esserti dimenticato il posizionamento dei segni dello Scrittore.

Ed ecco i tre incipit di cui sopra con la punteggiatura originale.

  • Il cancello cigolò e Rita riconobbe con sollievo il passo scalzo della vecchia. Troppe ore aveva passato nella casa vuota, troppe ore di solitudine. Aspettava con gli occhi alla porta aperta sul cortile, ma la vecchia non appariva nel vano. Cercava qualcosa sotto il portico del forno, frugava tra la legna, tra la carta straccia accumulata per accedere il fuoco. [I passeri di Giuseppe Dessì]
  • Ada era venuta a grande distanza dagli altri. Il fratello maggiore s’era sposato quando lei era bambina. Si sposò anche il secondo; in casa rimasero sole le ragazze [Storia di Ada di Carlo Cassola]
  • Intrigante! Subdolo! Fedifrago! Vile! Ecco come mantieni le promesse! Ecco come sta ai patti! Dormo, faccio una quantità di sogni indifferenti che ora non ricordo, e, alla fine, sogno di essere in uno studio cinematografico, grandissimo, immerso nella penombra. [Io e Lui di Alberto Moravia]