Pilotare il pensiero latente

In relazione alla infografica pubblicata la volta scorsa, sul pensiero di default, occorre chiarire che tale modalità va tenuta ben distinta da quella che si esaurisce in quella che normalmente si chiama “pensare ad altro”.

Pensare ad altro è un pensare, un seguire cioè un filo di pensiero alternativo, mentre il pensiero in folle, il pensiero latente, è un non-pensiero; non sei tu che pensi è il tuo cervello che lo fa al posto tuo, senza una guida, senza un filo logico-sequenziale.

Di solito il pensiero di default si attiva quando si è impegnati in qualcosa di ripetitivo che non necessita di un’attenzione particolare da parte tua oppure quando quella determinata routine non ha bisogno di scelte procedurali o di impulso. Tutto procede in altre parole nello stesso modo, gesto dopo gesto, in un solco già tracciato dall’abitudine. A quel punto il cervello “si stacca” e segue un pensiero parallelo, indiretto, associativo e quindi, in ultima analisi, creativo. Proprio perché il cervello non si spegne mai (neppure quando dormi) e visto che non è impegnato in quella determinata attività, fa altro, da solo.

Ecco un esempio per capire meglio questo concetto: se si sta facendo un giro in barca per andare a pesca, il pensiero di default non è recarsi in un posto diverso da quello dove normalmente si va, ma è invece spegnere il motore in modo che sia il mare a portarti alla deriva da qualsiasi parte la marea o il vento decidano di sospingerti.

Per quanto riguarda la mia esperienza personale un’attività che mi consente (sempre) di approdare al pensiero di default è passeggiare; oppure rimanere nel dormiveglia nel letto in attesa di svegliarmi del tutto onde alzarmi per iniziare la giornata; o, ancora, ma sono molte altre le attività di questo tipo, quando taglio l’erba in giardino. Il cervello “si sgancia” dal pensiero mirato, con un suo obbiettivo di ricerca, e vaga come un turacciolo nell’acqua.

Se si è in grado (e lo si può essere con un po’ di allenamento e di pratica) di pilotare il non-pensiero verso qualcosa di creativo, “servendogli” la trama di un racconto su cui ci siamo bloccati, il tuo cervello potrà allora anche essere in grado di fornirti una soluzione originale, o anche solo uno spunto su cui lavorare.

Lo so, può sembrarti un paradosso affermare che si possa pilotare un non-pensiero dal momento che abbiamo appena scritto che in realtà il pensiero di default è, al contrario, un lasciarsi andare a non pensare a nulla, ma è anche vero che, se conosciamo bene qual è il meccanismo che ci mette il cervello in folle, poco prima che ciò avvenga, possiamo pensare, mettere davanti all’attenzione del nostro cervello, proprio il problema da risolvere. Quando il pensiero di default partirà, e prima o poi lo farà, inizierà proprio da quello che gli avrai dato.

Quella descritta è ovviamente una tecnica, come tante altre, e come tale ha bisogno di un po’ di apprendistato. L’importante è non scoraggiarsi.

Per saperne di più leggi –> Scrittura Creativa: Istruzioni per l’uso.