Senti chi dialoga

È bene prender consapevolezza che far parlare il proprio personaggio è una grossa responsabilità dal momento che quando dialoga si gioca la sua credibilità, prima ancora di quella fondamentale dell’Autore che attraverso di lui racconta .

E allora quando ci si mette a scrivere bisogna sempre tener a mente la semplice regola che il personaggio colloquia con se stesso o con gli altri personaggi esattamente come il Lettore si aspetta che lui possa (e debba) fare. Se il Lettore avvertirà discrasie, incongruenze, implausibilità sarà un errore che difficilmente saprà perdonare.

Una volta mi è accaduto di leggere un classico (scritto per i tipi di una Casa Editrice peraltro anche molto conosciuta) dove il protagonista raccontava della sua condizione di ebreo e delle vicissitudini che aveva dovuto superare durante la sua esistenza. Il traduttore (il libro era scritto da un Autore straniero) ha tradotto il testo usando principalmente una terminologia di un toscano forbito.

Ebbene l’effetto che ne derivava (occorre pensare dunque a un ebreo americano di medio basse condizioni economiche, vissuto a Staten Island, che parlava fiorentino colto) l’ho trovato comico prima ancora che inadeguato e stridente. Il risultato è stato che ho fatto molta fatica a finire il libro e comunque mi sono imparato a memoria il nome del traduttore in modo tale da non cadere una seconda volta nello stesso problema.

Certo, si dirà, in questo caso la responsabilità era del traduttore e non dell’Autore, ma l’effetto è stato comunque identico ed emblematico essendo stato messo in bocca a un personaggio una parlata che, per usare una tautologia, non parlava la stessa lingua del personaggio. È un po’ come sentir parlare Don Chisciotte in romanesco o un Sovrano dell’Ottocento inglese come un garzone di un calzolaio napoletano o anche solo, ai tempi nostri, un avvocato come un neurochirurgo.

Ogni personaggio ha il suo vocabolario, il “suo” modo di parlare e usare certe espressioni, il “suo” registro linguistico, insomma, la “sua” lingua.

E questo fa comprendere come la costruzione di un personaggio sia un lavoro molto complesso, se accurato, in quanto, tra i molti aspetti da tenere presente (e sul punto si rimanda al libro –> Scrittura Creativa: Istruzioni per l’uso), vi è il suo modo personale (e unico) di interfacciarsi con la storia.

È pertanto sempre raccomandabile, una volta che si sia scelta l’estrazione culturale e ambientale del proprio personaggio, il “chi” dell’azione, informarsi, ascoltare, sentir parlare il soggetto corrispondente dal vivo, tratto dalla vita reale, che riveste, appunto, un ruolo similare.

Più si acquisirà la terminologia giusta e corretta, il modo che il soggetto vero ha di abitare se stesso in via naturale più avrai la capacità di ricreare e riprodurre nel testo il tuo personaggio in modo altrettanto credibile e autentico.

Per saperne di più leggi –> Scrittura Creativa: Istruzioni per l’uso