Il Personaggio come sistema aperto

Il personaggio non è semplicemente il soggetto che gestisce l’azione. Non è solo l’elemento narrativo che decide cosa fare, quando farlo e come. È molto di più.

Sul punto si richiama quanto approfonditamente spiegato nelle pagine del libro cui si rimanda (–> Scrittura Creativa: istruzioni per l’uso).

Qui si vuole solo porre l’attenzione sul fatto che un personaggio è in verità un’unità complessa interagente con la storia, una entità biunivoca di azione. Agisce e ne è agito. Opera e viene influenzato sia dalla sua stessa azione che dagli eventi o dalle azioni altrui, pensa e si muove autonomamente ma si autodetermina alterazioni psicologiche o fisiche in seguito (quantomeno) alle azioni che compie.

Questo profilo del personaggio come sistema aperto non sempre è presente in chi scrive o meglio non sempre è del tutto presente. Si è più spesso portati a credere che le azioni modifichino solo la storia, mentre in realtà sono un potente feedback anche per il personaggio stesso che è uno strumento molto delicato, ricettivo, sensibile degli umori e degli infiniti accadimenti di una storia. È una membrana osmotica dove esce ed entra la storia lasciando e depositando continuamente i suoi sedimenti.

La trasformazione soprattutto psicologica (che è la parte più sotterranea e apparentemente meno visibile del personaggio) è sempre in realtà in atto durante la storia.

Il personaggio che inizia la storia, inteso nel suo complesso unitario di fisicità e psicologia, non è mai il personaggio che la finisce. Nessun soggetto rimane infatti indenne alla trama; persino la impassibilità o l’indifferenza a quello che accade attorno al soggetto che subisce l’azione ha un costo in termini di modifica del personaggio.

Sicuramente, va detto (e questa può essere una cartina di tornasole utile a valutare il proprio lavoro) che, se al termine della storia, ci accorgiamo che nulla è cambiato all’esterno o all’interno del o dei personaggi del racconto, allora nulla può essere successo nella trama. Se lo è, non può che voler dire che sono stati commessi più errori di impostazione del personaggio.

Bisogna dunque saper cogliere tutte le sfumature di questo divenire man mano che la storia si dipana; possono trattarsi di cambiamenti macroscopici ma il più delle volte sono solo minimi, impercettibili, continui e rilevanti.

Possono esservi per esempio tracce dell’accaduto nel come il personaggio esprime il proprio pensiero o per come si pone in un dialogo, ma anche nei suoi gesti, nella qualità dei rapporti con se stesso e con gli altri elementi della storia.

Più vi è cura dell’Autore nel saper cogliere le sfumature del cambiamento più la storia sarà accurata, credibile e profonda.