Osserva il personaggio

La buona riuscita di un personaggio sulla carta ubbidisce un po’ alle stesse regole di un personaggio di successo.

Non faccio riferimento necessariamente a un personaggio pubblico o a un personaggio inventato da qualche altro Autore, tutt’altro.

Piuttosto si tratta più semplicemente di un amico, di una persona vicina a noi che si ammira, di qualcuno che ben conosciamo e che si fa ricordare per il suo carisma, la personalità, la capacità di coinvolgimento. In altre parole per la sua capacità di “bucare”, di fare la differenza, di non passare inosservato. Potrebbe però essere che la persona in questione attira la nostra attenzione anche solo per un atteggiamento isolato o per più atteggiamenti insieme o per una sola attitudine, un semplice tic o uno modo particolare di gesticolare o di parlare.

Nella fase di creazione di un personaggio si rivelerà allora molto utile, almeno per le prime volte, partire da ciò che si conosce bene piuttosto che dal nulla.

Se ci si pensa bene, il soggetto che noi conosciamo ha già una sua coerenza intrinseca proprio perché esiste, si muove e parla sotto i nostri occhi, sicché basterà “studiarlo” per meglio capire le ragioni per le quali (almeno con noi) “funziona” per quel certo tipo di modalità funzionale che ci piace.

È chiaro che non bisogna poi limitarsi a trasferire in tutto o in parte il soggetto che conosciamo nel nostro testo, in quanto avrà bisogno sicuramente di un adattamento, di modifiche ulteriori e di miglioramenti non solo per meglio sentirlo nostro ma anche per calarlo esattamente nella parte che gli abbiamo riservato.

L’osservazione, che è alla base di ogni apprendimento in scrittura, ci può quindi aiutare a costruire un personaggio credibile, a tutto tondo, in particolare nella strutturazione del profilo psicologico che quanto il più delle volte dà l’impronta intima al soggetto, quella che più si insinua nell’immaginario del Lettore (unitamente ai suo difetti e alle sue debolezze che lo rendono “umano” e immedesimabile) ma che costituisce anche la parte più difficile e sfuggente dell’ideazione.

In questa fase ritornerà utile quanto già chiarito nei giorni scorsi in punto di formazione di schede. La scheda psicologica del personaggio consente di fermarne le caratteristiche interiori e questo al fine sia di verificarne la coerenza, ma soprattutto per garantire la stabilità del personaggio e dunque, in ultima analisi, la sua riconoscibilità.