Le storie accessorie

Per dare respiro e importanza alla storia principale si può optare, persino in un racconto molto breve, per la creazione di una o più storie minori complementari e complanari alla prima.

Mentre si svolge la trama principale, in altre parole, si può pensare a inframmezzarla con altre storie, di contorno, per abbellimento e per da struttura, e dal cui contrasto con quella centrale si dà il risalto e la messa in evidenza.

Anzi a una storia principale di un certo tenore, se ne può contrapporre un altro di carattere opposto, come si mischiassero due gusti diversi per creare un risultato che non è la sommatoria dei due elementi ma la fusione di entrambi.

Le storie accessorie non necessariamente devono poi essere interrelate con quella principale potendosi svolgere infatti anche sullo sfondo come fosse un quadro dinamico che prende vita e si sviluppa in un secondo piano; oppure possono essere connesse al personaggio principale, per darne profondità dimensionale, o a uno o più personaggi secondari, giusto dare raggiungere una caratterizzazione all’ambientazione.

L’interconnessione delle storie che si intrecciano nel testo è una scelta squisitamente narrativa dell’Autore che deve dosare le osmosi e i riverberi che il dipanare di diverse storie tra loro possono dare al proprio lavoro.

Occorre infatti ricordare che gli sviluppi delle storie complanari ma interconnesse generano sempre effetti reciproci.

Sicché se durante una trama di carattere giallo il commissario vive una storia di amore, le conseguenze di quest’ultima si ripercuotono inevitabilmente sulla storia principale (in modo positivo o negativo, poco importa) e, ovviamente, viceversa. Se le storie complanari sono più di una gli effetti reciproci aumentano e la gestione si deve fare più attenta o oculata.

Una regola d’oro del prodotto letterario e di chiudere sempre al termine dell’opera tutte le storie che sono state aperte (a meno che non si abbia già in mente di scrivere un sequel alla Murakami) senza lasciare, cioè, nulla di irrisolto o di incompiuto.

Se l’Autore apre una storia principale e due storie accessorie non si può dimenticare di chiudere una di queste ultime.

Sarebbe un grave errore di incompiutezza che di solito il Lettore non perdona.

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