Scrivere, scrivere, scrivere

Se sulla strada del futuro buon scrittore c’è innanzitutto l’imperativo iniziale del “leggere, leggere, leggere” quello di “scrivere, scrivere, scrivere” non è da meno.

L’amministrare un blog su cui pubblicare i propri testi è un’opportunità che fino a pochi anni fa era impensabile.

La verifica che una volta un Autore poteva aspirare a fare per conoscere se la propria scrittura era valida o meno era unicamente quella di leggere i propri scritti a un parente, a un amico compiacente o farli leggere inviandoli a qualche editore nella speranza (remota) che rispondesse e che esprimesse la propria opinione.

Non era cioè possibile ottenere qualcosa di equivalente allo Speaker Corner di St James Park a Londra dove, salendo su una cassetta della frutta, è possibile leggere qualcosa di proprio alla gente di passaggio.

Ora il blog permette invece proprio questo: far venire a contatto le persone, gli appassionati di scrittura (o di letteratura in genere, anche se il termine qui potrebbe anche sembrare un po’ eccessivo) con quello che si scrive.

Il commento, la critica, l’apprezzamento aiuta lo scrittore a uscire dal proprio angolo, a mettersi in gioco, a comprendere cosa, del suo pensiero e attraverso il suo scritto, arriva al lettore.

Può essere infatti che “passi” solo una parte o invece gran parte della sua creatività, ma è proprio grazie ai commenti che può capirlo. Lo scrittore (in erba) è in grado dunque, anche in questo modo, di correggersi, di modificare il proprio stile, il proprio vocabolario o la capacità espressiva, può avviare insomma una stagione critica del proprio operato che altrimenti non sarebbe attuabile se non frequentando un buon corso di scrittura creativa.

Lo scritto da pubblicare nel blog non nasce poi solo per il piacere di chi lo scrive, ma anche per quello di chi lo leggerà.

Quando si scrive sapendo che il testo verrà letto da un numero imprecisato ed eterogeneo di persone, e che quindi non rimarrà nel cassetto, dimenticato, automaticamente lo si imposterà secondo lo regole del buon scrivere (almeno lo sforzo è in tal senso) e questo perché abbia le maggior chance possibili di successo. Ed è questa la prima quanto benefica influenza della ‘autopubblicazione”.

Non solo, ma il blog, la sua gestione, come finestra aperta su internet e punto di uscita verso il mondo esterno del mondo interiore dello Scrittore, porta inevitabilmente alla continuità della pubblicazione.

Postando uno scritto si crea l’aspettativa nei lettori per il prossimo, proprio perché in qualche modo è atteso e desiderato dal pubblico per quanto questo possa essere modesto. Ecco che quindi scrivere innesta una richiesta di scrivere, per soddisfare la quale si scrive ancora, generando un loop virtuoso che innalza anno dopo anno il livello della propria scrittura.

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