Lo scrittore prende per mano il lettore

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La sottostima dell’impegno

Un errore banale che si commette quando si inizia a scrivere (creativamente) è la sottovalutazione della difficoltà della scrittura stessa.

La sottostima dell’impegno è dovuta alla banale considerazione che scrivere sia agevole, naturale come parlare o mangiare o camminare. In effetti lo è, ma solo se si scrive una mail, la lista della spesa e finanche un tema a scuola. La narrativa è però tutta un’altra cosa. Non basta mettersi al computer (o prendere una penna in mano) e iniziare a mettere nero su bianco quello che ci passa per la mente.

In realtà, se è vero che in pochi attimi avremo un ‘prodotto’ letterario sotto i nostri occhi, fatto di parole e frasi che riproducono il nostro pensiero, è anche vero che, a meno di non essere dotati di un talento eccezionale (che auguro di cuore) quanto scritto sarà poco efficace, disordinato e poco strutturato e, se va bene, sarà mediocre. Ti piacerà ugualmente, questo è quasi sicuro, ma nel migliore dei casi poteva quantomeno trovare una migliore espressione, avere una resa diversa e più incisiva; inoltre probabilmente non convincerà del tutto chi ti legge (esclusi i parenti stretti, ovviamente e i blogger in vena di compiacere) o non saprai andare avanti in modo originale o svilupparlo adeguatamente.

Ciò che voglio qui evidenziare, in aggiunta e a margine dell’infografica pubblicata la volta scorsa, non è che ‘scrivere bene’ sia una cosa necessariamente complicata, irraggiungibile o per gli addetti al mestiere: no affatto. Voglio dire piuttosto che è facile nel tempo disamorarsi, frustrarsi e in ultima analisi scoraggiarsi per quello che si è scritto (o non si è riusciti a scrivere) avendo sottovalutato complessivamente l’impegno richiesto. Prima o poi si capisce infatti che il prodotto non è al pari delle nostre aspettative o, peggio ancora,  non si comprende perché ciò che è stato scritto non piace (in tutto o in parte) a chi ci legge.

Come tutte le forme artistiche articolate e di alto livello, la scrittura ha bisogno di tempo per essere imparata, assimilata e compresa; richiede una curva di apprendimento che spesso non è immediata; necessita che sia imparata la tecnica (o meglio le tecniche) a servizio delle proprie capacità in modo che trovino espressione e risonanza, bellezza e armonia.

Dunque è necessario avere la consapevolezza che non ci si possa (e non ci si debba) accostare alla scrittura senza un minimo di umiltà, senza il giusto atteggiamento mentale secondo cui le cose da imparare, al contrario, sono molte e che i livelli di crescita sono diversi e in progressione; se si ha la costanza di voler imparare il “come si fa” e se si ha la passione di applicarsi, di esercitarsi a scrivere con costanza e intelligenza si potranno ottenere soddisfazioni immense. Non immediate, ma certe, non scontate ma a portata di mano, non labili, ma durature nel tempo.